22 Gen 2012
del discorso del Podestà di Venezia Daniele Renier al reggimento di dalmati
Da Il nuovo Postiglione di giovedì 29 marzo 1810.
Da Un reggimento italiano di Dalmati 1805-1814, di Vittorio Adami.
Venezia 25 marzo 1810.
Il benemerito Conte Daniele Renier Podestà di Venezia secondando sempre i noti generosi, onorati suoi impulsi ha voluto recarsi ad incontrare colli Signori Savj Municipali, il Regio Reggimento Dalmata che gloriosamente è ritornato dopo la recente guerra. Ha fatto egli un discorso molto obbligante, ed elegante al Sig. Colonnello da cui gli fu risposto con pari graziosità. Dal suo particolare ha fatto distribuire non poca acquavita ai soldati, ed accolse poi i sig. Uffiziali nel locale di sua residenza [a Palazzo Ducale], ove vennero trattati di rinfresco dal predetto Sig. Conte Commendatore.
Riuscì pure dilicato il pensiero del medesimo di far intervenire all’arrivo del Reggimento vari alunni delle scuole comunali che si sono distinti, e che meritarono premio ne’due anni precedenti. Li sig. Uffiziali diedero un lautissimo pranzo, ed a questo invitarono il Sig. Conte Commendatore, e de’Savj Municipali; vivissimi e brillanti furono i brindisi fatti al Gran Monarca, alla sua augusta sposa, all’amato Principe, e a tutta l’imperial, e real famiglia, non che alla città di Venezia ed al Sig. Conte Commendatore e Podestà Renier.
Essendo tutte le truppe riunite nella Piazzetta di San Marco, presente una folla grandissima di popolo il Podestà Renier pronunziò il seguente discorso:
“Dalmati valorosi! Voi ritornate adorni di quella gloria a cui vi trasse l’esempio del Maggiore fra gli Eroi. Voi avete adempite le alte sue brame, e portate in varie guise contrassegnata la sovrana soddisfazione. Questa città, avvezza ben da gran tempo ad inneggiare delle lodi vostre e dei vostri trionfi; questa città a voi sempre con tanti rapporti legata si è fatta la cura più ardente di seguitarvi sui campi d’onore.
Essa vide con esultanza che i pericoli fra i quali foste agitati a null’altro servirono che ad accrescere l’intrepidezza vostra, il vostro coraggio. Io destinato per sovrana grazia a rappresentarla unito a questi miei zelant iconcittadini, sento il più dolce dell’anima nell’incontrarvi primiero e nell’offrirvi in suo nome per tutti voi e al distinto vostro Capo il suo giubilo, le sue felicitazioni, i suoi voti”.
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don Giovanni Renier
abate Giannantonio Moschini








Marcantonio Michiel



Marco Renieris giovane

















































Palazzo Martinengo da Barco, sede della Pinacoteca Tosio-Martinengo









Faloci Pulignani


stemma di Mestre al tempo della Repubblica di Venezia










Giuseppe Barellai